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Città di Vigone
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ANAGRAFE

Modulistica


In allegato sono disponibili i moduli per l'autocertificazione che i cittadini possono presentare alle Amministrazioni, Enti Pubblici (Ministeri, Università, Scuole, Regioni, Province, Comuni, ASL, INPS, etc.) ed ai Gestori di Pubblici Servizi (Enel, Ferrovie, Italgas) che hanno l'obbligo di accettare le autocerticazioni suddette.
Informazioni relative all'autocertificazione
Modulo dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio per uso successione (con disposizione testamentaria)
Modulo per autocertificazione generica (varie situazioni)
Modulo per dichiarazione sostitutiva atto di notorietà
Modulo per dichiarazione sostitutiva atto di notorietà resa da più dichiaranti
Modulo per dichiarazione sostitutiva dell'atto notorio per uso successione (senza disposizione testamentaria)

Regolamenti


Regolamento Comunale per la Celebrazione dei Matrimoni - Delibera C.C n. 5 del 20.03.2017
Inserito sul sito il 11/06/2010 alle ore 16:22:22 per numero giorni 2568

Come fare per


DOVE: Ufficio Anagrafe

La sottoscrizione delle istanze e delle dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà rivolte ad una pubblica amministrazione o a gestori ed esercenti un pubblico servizio non deve essere autenticata (unica eccezione: atti presentati per la riscossione di benefici economici da parte di terzi) e deve essere fatta:

  • in presenza del dipendente addetto a ricevere la documentazione; 
  • presentata unitamente alla fotocopia del documento di identità del dichiarante.

Presso l'anagrafe dunque si autenticano le firme in calce a:

  • istanze e dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà da presentare per la riscossione di benefici economici da parte di terzi (es. deleghe alla riscossione)
  • istanze e dichiarazioni sostitutive dell'atto di notorietà da presentare a privati (es. banche, assicurazioni).

Per ottenere l'autentica della firma è necessario esibire un documento di riconoscimento e firmare di fronte al funzionario; In caso di impossibilità a deambulare necessita portare all'Ufficio un certificato medico ed il documento dove verrà apposta l'autentica; successivamente un impiegato addetto si recherà al domicilio per effettuare l'autentica.

Il 09 maggio 2012 è  entrato in vigore l'art. 5 del Decreto Legge n. 05 del 09 febbraio 2012 convertito in Legge 04 aprile 2012 n. 35, che introduce nuove disposizioni in materia anagrafica.

Le istanze di iscrizione anagrafica con provenienza da altro Comune e dall'Estero, di cambio di abitazione all'interno del Comune e di emigrazione all'Estero (per i soli cittadini italiani) potranno essere inviate anche in modalità telematica con i moduli predisposti dal Ministero dell'Interno, anziché essere presentati di persona.

La registrazione anagrafica avverrà entro e non oltre due giorni lavorativi successivi alla presentazione della domanda di residenza che dovrà essere effettuata utilizzando i modelli predisposti dal Ministero e che dovranno essere compilati in tutte le parti obbligatorie (la mancanza dei dati obbligatori ne comporta la non ricevibilità).

Gli effetti giuridici della residenza decorrono dalla data di presentazione dell'istanza.
La fase di accertamento verrà avviata successivamente e deve concludersi entro 45 giorni.
Se entro il termine suddetto viene constatata la mancanza dei requisiti, il Comune invierà la relativa comunicazione all'interessato e segnalerà la discordanza all'Autorità di Pubblica Sicurezza.

Se il cittadino non risponde o se le motivazioni addotte non vengono accolte, si procederà al ripristino della situazione iniziale.
Nel caso in cui il Comune, entro il termine di 45 giorni, non effettui la comunicazione dei requisiti mancanti, l'iscrizione si intende confermata.

La pratica di iscrizione dovrà essere sottoscritta dal richiedente e da tutti i componenti maggiorenni che si trasferiscono. Se non sono presenti è possibile sottoscrivere una delega allegando la fotocopia del documento di identità. Alla dichiarazione deve essere allegata copia del documento di identità del richiedente e delle persone che trasferiscono la residenza.

Se la domanda è presentata da un cittadino dell'Unione Europea deve allegare la documentazione indicata nell'allegato B-mentre se è presentata da un cittadino di uno Stato non appartenente all'Unione Europea deve allegare la documentazione indicata nell'allegato A.
Se il cittadino proviene da uno Stato Estero, ai fini della registrazione in anagrafe del rapporto di parentela con altri componenti della famiglia, deve allegare la relativa documentazione, in regola con le disposizioni in materia di traduzione e legalizzazione dei documenti.

I cittadini potranno presentare le domande di residenza o variazioni di indirizzo nei seguenti modi:

1) direttamente all'Ufficio Anagrafe del Comune (piazza Palazzo Civico n. 18- piano terra);
2) attraverso posta raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata a: Comune di Vigone- Ufficio Anagrafe-  Piazza Palazzo Civico n. 18 - 10067 Vigone (Torino);
3) attraverso fax al numero 011- 9802724;
4) per via telematica: 
- e-mail: anagrafe@comune.vigone.to.it - in tal caso la dichiarazione 
dovrà riportare la firma in originale e la riproduzione integrale del documento di identità
valido del dichiarante entrambe dovranno essere acquisite a mezzo scanner;
- pec: comunevigone@postecert.it, - in tal caso la richiesta dovrà essere sottoscritta con firma digitale e trasmessa dalla Casella di Posta Elettronica Certificata Pec del dichiarante e che l'autore sia identificato dal Sistema Informatico con l'uso della carta di identità elettronica della Carta Nazionale dei Servizi o comunque con strumenti che consentano l'individuazione del soggetto che effettua la dichiarazione.



DOVE: Ufficio Anagrafe

COSA DEVE FARE IL CITTADINO: presentarsi all’ufficio anagrafe con la seguente documentazione: un documento di riconoscimento in corso di validità - il codice fiscale -  la patente di guida (qualora ne sia in possesso) - il libretto dell’auto (qualora ne sia in possesso) - fotocopia contratto di locazione o titolo altro titolo di godimento dell'immobile -  tessera elettorale rilasciata dal precedente comune di residenza. 

I cittadini stranieri sono tenuti a presentare anche il permesso di soggiorno in corso di validità e fotocopia del passaporto.

MODALITA': Quando un nucleo familiare si trasferisce a Vigone da un altro Comune, o cambia indirizzo in Vigone, ha l'obbligo di comunicare il nuovo indirizzo all'ufficio anagrafe. La dichiarazione di cambio di residenza, o di indirizzo, deve essere resa entro 20 giorni dal verificarsi dell'evento. La comunicazione puó essere effettuata da un componente qualsiasi del nucleo familiare, purché maggiorenne, anche in nome e per conto degli altri componenti la famiglia. Chi fa la denuncia deve indicare i dati anagrafici di tutti i componenti il nucleo familiare. Le certificazioni possono essere richieste a conclusione del procedimento che comporta i necessari accertamenti d'ufficio.  In applicazione al D.P.R. n.575/1994, il cittadino che cambia residenza/indirizzo deve esibire allo sportello la patente ed il libretto auto di tutti i componenti del nucleo familiare che ne siano in possesso e compilare il modulo necessario per la variazione d'indirizzo sulla patente di guida ed i documenti di circolazione dei veicoli (autoveicolo, rimorchio, motociclo o ciclomotore) di sua proprietà o di proprietà dei familiari. L'anagrafe invierà gli estremi di questi documenti all'Ufficio Centrale Operativo della Motorizzazione Civile di Roma, che spedirà al cittadino i necessari tagliandi adesivi di convalida, entro 180 giorni, al nuovo indirizzo anagrafico.

Se il trasferimento coinvolge un minore e uno solo dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale, oppure soltanto un minore, è necessario allegare alla documentazione anche l'assenso dell'altro genitore e copia di un suo documento d'identità valido. In mancanza di tale assenso, sarà necessario fornire l'indirizzo dell'altro genitore per l'invio della comunicazione di avvio del procedimento.

Il D.L. 28.03.2014, n. 47 "Misure urgenti per emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015", pubblicato sulla G.U. in data 28.03.2014 ed entrato in vigore il 29.03.2014, all’articolo 5 "Lotta all’occupazione abusiva", dispone: " Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo, non puó chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge".

Pertanto, il cittadino che faccia richiesta di iscrizione/variazione anagrafica, dovrà:

a) compilare integralmente il modello di dichiarazione di residenza nella parte relativa agli estremi catastali dell'immobile e al titolo di occupazione (proprietà - locazione - comodato d'uso - atro titolo di godimento)

b) nel caso di trasferimento della residenza in un immobile di Edilizia Residenziale Pubblica, allegare copia del contratto di locazione o del verbale di consegna dell’immobile, debitamente sottoscritti dall’Ente Gestore. In caso di ampliamento del nucleo familiare,  oltre ai suindicati documenti, dovrà essere allegata la relativa autorizzazione rilasciata dall'Ente Gestore.

Gli identificativi catastali si possono reperire sull’atto di compravendita, sui contratti di locazione e di attivazione delle utenze, sulle visure catastali.

Casi particolari: 

  • Contratto di locazione  non registrato o in corso di registrazione presso l'Agenzia delle Entrate: allegare alla dichiarazione la copia del contratto di locazione;
  • Contratto scritto di comodato d'uso gratuito non registrato o in corso di registrazione presso l'Agenzia delle Entrate: allegare alla dichiarazione la copia del contratto di comodato;
  • Contratto verbale di comodato d'uso gratuito: indicare al punto 6) della dichiarazione la natura del contratto e allegare la dichiarazione di assenso  da parte del proprietario dell'immobile;
  • Ospitalità presso proprietario/affittuario dell'immobile:  indicare al punto 6) della dichiarazione i dati dell'immobile e del soggetto ospitante e allegare la dichiarazione di assenso  da parte del proprietario/affittuario dell'immobile;
  • Colf, badanti o altri soggetti al servizio del proprietario/affittuario: allegare alla dichiarazione la copia del contratto di lavoro esistente tra lavoratore e proprietario/affittuario;
  • Proprietà di immobile sito in uno stabile di Edilizia Residenziale Pubblica: indicare sulla dichiarazione gli estremi del rogito.

AVVERTENZE: Ai fini dell'applicazione della  tassa raccolta rifiuti il cittadino deve comunicare all’ Ufficio anagrafe, all'atto della richiesta di residenza,  i dati  catastali dell'immobile nonchè la superficie totale (la metratura deve essere suddivisa per abitazione, box e altro) mediante compilazione di apposito modello che viene consegnato dall'ufficio stesso unitamente alla modulistica necessaria per il trasferimento di residenza.

COSTO: esente da tasse e/o diritti.

DOVE:
Ufficio Anagrafe

REQUISITI:
nessun limite di età 
essere residenti nel Comune 

N.B.: La carta d'identità puó essere rilasciata, in casi eccezionali, anche a cittadini non residenti, previa acquisizione del "nulla osta" rilasciato dal Comune di residenza

DOCUMENTAZIONE:
Presentarsi direttamente all'Anagrafe con: 

- due fotografie recenti formato tessera (uguali tra di loro) stampate su sfondo chiaro e a tinta unita; un documento di riconoscimento in corso di validità, in mancanza occorre la presenza di due testimoni maggiorenni (non parenti) muniti a loro volta di un documento di riconoscimento valido; per i minorenni  la presenza dei genitori. 
- per i cittadini stranieri occorre il permesso di soggiorno (o carta di soggiorno) e passaporto in corso di validità; 
- in caso di rinnovo, la carta d'identità scaduta.   

- in caso di furto/smarrimento,  l'attestato di denuncia.


VALIDITA' PER L'ESPATRIO:
per i cittadini italiani maggiorenni la carta d'identità é resa valida per l'espatrio, purché gli stessi dichiarino di non trovarsi nelle particolari condizioni che per legge impediscono il rilascio del passaporto;

per i minori (da 0 a  18 anni), occorre l'assenso dei genitori o di coloro che esercitano la patria potestà, i quali devono presentarsi all'ufficio (anche separatamente) con un documento di riconoscimento valido; 
per gli stranieri residenti la carta d'identità non puó essere resa valida per l'espatrio. 

La carta d'identita' consente l'espatrio nei seguenti Paesi: Austria, Lussemburgo, Belgio, Macedonia, Bosnia-Erzegovina , Malta, Croazia, Marocco (viaggi organizzati), Danimarca, Monaco, Francia, Norvegia, Germania, Paesi Bassi, Grecia, Portogallo, Irlanda, Regno Unito, Repub. Fed di Jugoslavia (Serbia e Montenegro), Liechtenstein, Slovenia, Ungheria, Svezia, Spagna, Svizzera, Tunisia (viaggi organizzati), Turchia (viaggi organizzati).

DESCRIZIONE:
I richiedenti devono presentarsi personalmente all'ufficio anagrafe e di norma la carta d'identità viene rilasciata immediatamente, per i minori è necessaria la presenza dell'interessato qualora abbia compiuto i dodici anni di età in quanto deve sottoscrivere il documento stesso.

VALIDITA':
La carta d'identità ha la durata di 10 anni dalla data di emissione con scadenza  corrispondente al compleanno - per i minori di tre anni ha validità di 3 anni - dai tre anni ai diciotto ha validità di 5 anni.

La carta d'identità ha lo stesso valore dei certificati per quanto riguarda i dati in essa contenuti (cognome, nome, luogo e data di nascita). 


RINNOVO (nuova emissione):
1) ALLA SCADENZA: dopo 10 anni dalla data del rilascio ovvero dal 180° giorno antecedente la data di scadenza;
2) PER CAMBIAMENTO DATI PERSONALI: nome, cognome, data di nascita, cittadinanza.
3) PER SMARRIMENTO O FURTO: occorre presentare denuncia presso l'autorità di PS (Carabinieri) indicando gli estremi (numero, data  e comune di rilascio)  della carta d'identità  smarrita o rubata, dati che possono essere richiesto all'Anagrafe o dichiarati tramite  esibizione di fotocopia del documento. Copia della denuncia deve essere presentata all'ufficio anagrafe per la richiesta di un nuovo documento.


COSTO: 
€ 5,42 
€ 10,59 per il duplicato in caso di deterioramento, furto, smarrimento.

La carta d'identità per i minori è il documento d'identità che viene rilasciato da 0 a 18 anni.

Dal 27 maggio 2011 non viene più rilasciato il certificato anagrafico di nascita e cittadinanza (ex carta bianca convalidata dalla Questura).

Per i  minori italiani,  con l'assenso all'espatrio di entrambi i genitori,  viene rilasciata  la carta di identità valida per l'espatrio.

Per i minori stranieri, con la presenza di un solo genitore,  viene rilasciata la carta d'identità non valida per l'espatrio.

DOCUMENTAZIONE :

Presentarsi direttamente all'Ufficio Anagrafe con 2 fotografie recenti  ed uguali, formato tessera;   la presenza del minore che dovrà firmare qualora abbia compiuto dodici anni e di entrambi i genitori.  

VALIDITA'  PER L'ESPATRIO:

La carta di identità rilasciata ai minori di tre anni ha validità di 3 anni -  dai tre anni ai diciotto  ha validità di 5 anni. Per l'espatrio del minore di anni 14 le nuove disposizioni prevedono che,   se il minore espatria in compagnia di uno dei genitori  occorre il certificato di nascita con indicazione di paternità e maternità;  se il minore espatria con altra persona, con società sportiva, scuola, ecc. si deve menzionare con chi viaggerà il minore su una dichiarazione rilasciata da chi puó dare l'assenso o l'autorizzazione, convalidata dalla Questura.

COSTO :

€  5,42   -      € 10,59 per il duplicato in caso di deterioramento, furto e smarrimento.

A seguito di apposita deliberazione della Giunta Comunale n. 186 del 29/12/2009, è possibile celebrare il matrimonio civile, oltre che nella Sala Consiliare del Comune, anche nel Teatro Comunale "Baudi di Selve" di Vigone.
Gli interessati, potranno contattare l’Ufficio Stato Civile del Comune per ogni informazione e prenotazione.

DOVE:
Ufficio Anagrafe 

REQUISITI:
Essere residenti nel comune.

L'ufficio Anagrafe rilascia i seguenti certificati ed estratti: 

- stato di famiglia, 
- certificato di residenza, 
- certificato di cittadinanza, 
- certificato di stato libero, 
- certificato di stato vedovile, 
- certificato di godimento dei diritti politici, 
- certificato di esistenza in vita,

- certificato di nascita

- certificato di matrimonio

- certificato di morte

- estratto per riassunto dell'atto di nascita (anche su modello internazionale)

- estratto per riassunto dell'atto di matrimonio (anche su modello internazionale)

- estratto per riassunto dell'atto di morte (anche su modello internazionale)

I certificati anagrafici hanno validità di sei mesi. Possono avere valore anche successivamente, se l'utente dichiara in calce al certificato che le informazioni in esso contenute non hanno subito modifiche. Hanno validità illimitata i certificati non soggetti a modificazioni.

Dal 1° gennaio 2012 sono entrate in vigore le modifiche indrodotte dall'art. 15 della legge 12 novembre 2011, n. 183 le quali  prevedono che  gli organi della Pubblica Amministrazione e i privati gestori di pubblici servizi devono acquisire d'ufficio le informazioni che il cittadino autocertifica, pertanto su tutti  i  certificati rilasciati da tale data, viene apposta a pena di nullità dei certificati stessi, la seguente dicitura:

"il presente certificato non puó essere prodotto agli Organi della Pubblica Aministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi   (art. 15 legge 183 del 12/11/2011)".

Dal 1° gennaio 2012 i certificati possono  essere rilasciati e sono validi solo nei rapporti tra privati, e pertanto soggetti al pagamento dell'imposta di bollo (art. 4 della tariffa all. A  al  D.P.R.  642/1972),  tranne eventuali esenzioni previste dalla legge.


E' prevista la possibilità che la pubblica amministrazione rilasci certificati contestuali: tutte le certificazioni, di qualsiasi natura, da rilasciarsi da uno stesso ufficio in ordine a "fatti, stati o qualità personali" concernenti la stessa persona possono essere contenute in un unico documento.

Il richiedente deve indicare allo sportello i dati anagrafici completi della persona per la quale chiede il certificato: cognome,nome, data di nascita (in mancanza di quest'ultima esatto indirizzo) nonché l'uso del certificato stesso per la determinazione dell'applicazione dell'imposta di bollo e del relativo diritto di segreteria.

La richiesta puó essere presentata anche per posta, in questo caso è necessario che all'atto della richiesta l'interessato invii una busta preaffrancata riportante l'indirizzo a cui la stessa va spedita ed alleghi, oltre che  alla copia di un proprio documento d'identità, il corrispettivo per i diritti di segreteria e l'eventuale marca da bollo.


COSTO:
€ 0,26 in carta semplice; 
€ 0,52 in bollo;

i certificati e gli estratti  di stato civile (nascita, matrimonio e morte) sono esenti da diritti e bolli.

TEMPI DI RILASCIO

I certificati anagrafici sono rilasciati immediatamente allo sportello, tranne i certifica storici che comportano ricerca di archivio che sono generalmente rilasciati entro 30 giorni dalla data di protocollazione della richiesta.

 La cittadinanza italiana si acquista:

  • per nascita
  • per adozione
  • per matrimonio
  • per beneficio di legge
  • per naturalizzazione a seguito di Decreto del Presidente della Repubblica

Per maggiori informazioni consultare il sito del Ministero dell'Interno 
Dal 1° giugno 2012, sulla base della direttiva 7 marzo 2012 del Ministero dell'Interno, è trasferita ai Prefetti la competenza ad emanare provvedimenti in materia di concessione o diniego della cittadinanza nei confronti di cittadini stranieri coniugi di cittadini italiani.
Si informa che a decorrere dal 18 maggio 2015 è operativo il nuovo servizio - messo a punto dal dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno - per l’invio telematico della domanda di conferimento della cittadinanza italiana, ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet della Prefettura di Torino.

Perchè la cittadinanza abbia efficacia, l'interessato deve prestare giuramento "di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato" dinanzi all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza.
La cittadinanza ha effetto dal giorno successivo al giuramento.

Riconoscimento cittadinanza italiana "jure sanguinis":

i cittadini stranieri di  ceppo italiano ed i discendenti di persone nate e già residenti nei territori appartenenti all'impero austro-ungarico possono ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis, presentando domanda  al Comune italiano di residenza in bollo da  16,00 € in caso di residenza in Italia, oppure all'Autorità Consolare in caso di residenza all'estero, ai sensi delle circolari del Ministero dell'Interno n. K.28.1 dell'8.4.1991 e n. K.78 del 19.2.2001.

Possesso ininterrotto della cittadinanza italiana:

le cittadine italiane coniugate con cittadini stranieri dopo il 1° gennaio 1948, che hanno perso la cittadinanza italiana per effetto della Legge n. 555 del 13.6.1912, possono ottenere che venga loro riconosciuto il mantenimento ininterrotto della cittadinanza italiana, presentando domanda al Comune italiano di residenza in bollo da 16,00 € se residenti in Italia, oppure all'Autorità Consolare in caso di residenza all'estero, ai sensi della circolare del Ministero dell'Interno n. K.60.1 dell'8.1.2001.

Normativa di riferimento:

Legge 5 febbraio 1992, n. 91 e successive modifiche e integrazioni

Circolare Ministero Interno n. K.28.1 del 8.4.1991
Circolare Ministero Interno n. K.78 del 19.2.2001
Circolare Ministero Interno n. K.60.1/5 del 8.2.2001

Dichiarazioni di elezione della cittadinanza italiana :
il cittadino straniero, nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore eta', diviene cittadino italiano se dichiara, entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, di voler acquistare la cittadinanza, davanti all'Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza.

 La richiesta deve essere presentata tra il 18° e il 19° anno di età esibendo i seguenti documenti:

Documento di riconoscimento

Permesso di soggiorno

Ricevuto versamento contributo € 200,00 

Normativa di riferimento:

Legge 91/1992;

D.P.R. 572/1993;

D.P.R. 396/2000

Giuramento a seguito concessione della cittadinanza italiana

il giuramento è reso davanti  all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune dove il dichiarante risiede; in caso di residenza all'estero, davanti all'Autorità  Diplomatica o Consolare  competente per  luogo di residenza.
Chi puó richiederlo: il cittadino straniero a cui il Prefetto o il Presidente della Repubblica hanno concesso la cittadinanza italiana.
Quando Richiederlo: entro 6 mesi dalla notifica del decreto di concessione
Documenti da presentare:
- tutta la documentazione predisposta dalla Prefettura e consegnata al cittadino
- passaporto in corso di validità
- permesso di soggiorno in corso di validità

Normativa di riferimento:

Legge 91/1992;

D.P.R. 572/1993

D.P.R. 396/2000

 

 

La convivenza di fatto  è stata riconosciuta dalla Legge 20/05/2016 n. 76  "regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze" -  pubblicata nella G.U. 21/05/2016  n. 118 ed è costituita  da  due persone maggiorenni, dello stesso sesso o di sessi diversi,  unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile, coabitanti.

I REQUISITI NECESSARI:

per poter essere considerata convivenza di fatto e godere dei diritti previsti dalla legge, le parti della coppia devono possedere entrambe i seguenti requisiti:

- essere maggiorenni

- convivere stabilmente con iscrizione anagrafica comune (il requisito della stabile convivenza viene accertato verificando l'iscrizione anagrafica e richiede quindi l'iscrizione nello  stesso stato di famiglia)

- avere legame affettivo stabile

- prestarsi reciproca assistenza sia materiale che morale

- non essere coniugati né uniti civilmente tra di loro o con altre persone

- non essere parenti né affini o adottati tra di loro

COME SI COSTITUISCE UNA CONVINENZA DI FATTO

La convivenza di fatto si istituisce con una dichiarazione resa da ciascuno dei due componenti la coppia, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000 con le stesse modalità previste per le altre dichiarazioni anagrafiche  mediante  presentazione diretta allo sportello  di apposita dichiarazione  unitamente a fotocopia dei documenti d’identità dei dichiaranti.
Nel corso della fase istruttoria del procedimento, l’ufficiale d’anagrafe dovrà verificare la sussistenza dei requisiti oggettivi, facendo eventualmente ricorso al preavviso di rigetto di cui all’art. 10-bis della legge n. 241/1990 in caso di:
a) mancanza del requisito oggettivo della coabitazione;
b) presenza di una causa ostativa alla convivenza.

DIRITTI DEI CONVIVENTI

  • Godimento dei diritti previsti dall’ordinamento penitenziario per i coniugi: diritto di visita, di assistenza, di accesso alle informazioni personali in caso di malattia o ricovero in strutture ospedaliere, pubbliche o private o di assistenza pubblica;
  • possibilità di designare il partner quale rappresentante per le decisioni in materia di salute, in caso di morte per la donazione di organi, modalità funerarie;
  • in caso di morte del proprietario convivente, il superstite puó continuare a vivere nella casa di residenza per un periodo variabile, a seconda della durata del periodo di convivenza o della presenza dei figli minori o disabili;
  • diritto a subentrare nel contratto locazione della casa comune di residenza da parte del convivente superstite in caso di decesso del convivente titolare del contratto;
  • rilevanza della convivenza nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare che diano rilievo all’appartenenza ad un nucleo familiare;
  • estensione al convivente della disciplina relativa all’impresa familiare.
  • legittimazione ad instaurare i procedimenti di interdizione ed amministrazione di sostegno;
  • possibilità di sottoscrivere un contratto di convivenza per disciplinare i rapporti patrimoniali tra conviventi;
  • diritto agli alimenti per il convivente in caso di cessazione della convivenza di fatto;
  • estensione dei diritti risarcitori già previsti per il coniuge al convivente di fatto.

 

IL CONTRATTO DI CONVIVENZA

La legge stabilisce che i conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza, da redigere redatti in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformità alle norme imperative e all'ordine pubblico.
Ai fini dell'opponibilità ai terzi, il professionista che ha ricevuto l'atto in forma pubblica o che ne ha autenticato la sottoscrizione deve provvedere, entro i successivi dieci giorni, a trasmetterne copia al comune di residenza dei conviventi. L’ufficiale di anagrafe provvederà quindi a registrare nella scheda di famiglia dei conviventi oltre che nelle schede individuali, la data e il luogo di stipula, la data e gli estremi della comunicazione da parte del professionista.
Il contratto puó contenere:
a) l'indicazione della residenza;
b) le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo;
c) il regime patrimoniale della comunione dei beni.
Il regime patrimoniale scelto nel contratto di convivenza puó essere modificato in qualunque momento nel corso della convivenza con le stesse modalità con le quale è stato sottoscritto.

CESSAZIONE DELLA CONVIVENZA DI FATTO

La convivenza di fatto cessa nel caso di: morte del convivente, matrimonio o unioni civile del convivente o tra le parti, scissione anagrafica, cambio di residenza o cancellazione anagrafica per irreperibilità di una delle parti, dichiarazione di cessazione presentata da una o entrambe le parti e  in ogni altro caso in cui vengano meno i requisiti previsti dalla legge n. 76/2016 - commi 36 e 37.

La denuncia di morte è una comunicazione obbligatoria del decesso di una persona.

La denuncia deve essere effettuata presso il comune in cui è avvenuto l'evento e deve avvenire entro 24 ore dal decesso.

Morte in ospedale:

l'avviso di morte avvenuta in Ospedale, Casa di Cura o Riposo, Istituto  viene trasmesso all'Ufficio dello Stato Civile del comune a cura del  Direttore della struttura ( o da suo delegato).

Morte in abitazione, locale pubblico, pubblica via:

la dichiarazione di morte avvenuta in abitazione, locale pubblico o pubblica via, viene fatta da uno dei congiunti o da  persona informata del decesso (in genere il personale delle onoranze funebri provvede anche alla denuncia di morte e a tutto ció che necessita al seppellimento).

L'Ufficiale dello Stato Civile accoglie le dichiarazioni di morte avvenute nel territorio comunale, redige l'atto di morte, rilascia l'autorizzazione al seppellimento, provvede all'annotazione dell'atto stesso su quello di nascita del defunto, informa l'Ufficio Anagrafe per i dovuti aggiornamenti (se il defunto è residente in altro Comune, l'Ufficiale di Stato Civile provvede a trasmettere copia dell'atto di morte al Comune di residenza).
L'Ufficiale di Stato Civile provvede anche alla trascrizione degli atti di morte provenienti dall'estero o da altri Comuni riguardanti cittadini residenti in Vigone e ne informa l'Ufficio Anagrafe.
E' possibile rivolgersi all'Ufficio dello Stato Civile anche per richiedere la rettifica degli atti ove si sia incorso in errori materiali di scritturazione.

Documenti da presentare:
- Documento di identità
- Certificato del medico necroscopo, rilasciato dall' ASL TO3 Pinerolo
- Scheda ISTAT dove il medico curante ne avrà denunciato la causa

Norme di riferimento
1) D.P.R. n. 396/2000
2) Codice Civile art. 250 e segg
3) D.P.R n. 285/1990
 

 

La dichiarazione di nascita è un atto obbligatorio previsto dal  D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 (regolamento di stato civile).
La dichiarazione di nascita si puó rendere con le seguenti modalità:

- entro 3 giorni  dalla nascita presso la Direzione sanitaria o Casa di cura dove è avvenuto il parto.

- entro 10 giorni dalla nascita  presso l'Ufficio di Stato Civile del Comune di nascita o del Comune di residenza dei genitori.

Se la dichiarazione è resa dopo più di dieci giorni dalla nascita, l'ufficiale dello Stato Civile  puó riceverla solo

se vengono espressamente indicate la ragioni del ritardo e di ció viene data segnalazione al Procuratore  della Repubblica di Torino.

Ai fini  della trascrizione, la dichiarazione effettuata presso la struttura sanitaria, è trasmessa, su richiesta dei genitori,  all'Ufficio di stato civile del lo comune di residenza.

Nel caso in cui i genitori non risiedano nello stesso comune, salvo diverso accordo tra di loro, la dichiarazione

di nascita è resa nel comune di residenza della madre.

L'iscrizione anagrafica del nato, indipendentemente dal luogo di registrazione  dell'atto di nascita, verrà effettuata sempre nel comune di residenza della madre.

La denuncia di nascita puó essere resa:

  • da uno dei genitori se coniugati
  • da entrambi i genitori, se non coniugati  per il riconoscimento 
  • da un procuratore speciale nominato dai genitori
  • dal medico o dall'ostetrica o da altra persona che ha assistito al parto, rispettando l'eventuale volontà della madre di non essere nominata

Per effettuare il riconoscimento è necessario avere compiuto i 16 anni di età.

Documentazione da presentare:

- Attestazione di avvenuta nascita rilasciata in originale dall’ostetrica o dal medico che ha assistito al parto
- Documento d’identità in corso di validità del dichiarante.

Attribuzione del nome: 

il nome attribuito deve necessariamente corrispondere al sesso del bambino.
Il nome puó essere composto da uno o più elementi onomastici fino ad un massimo di tre; in questo caso il nome composto verrà riportato con tutti i suoi elementi nelle certificazioni di stato Civile e di anagrafe, nonché nei documenti di identità del bambino.

E' vietato imporre al neonato lo stesso nome del padre vivente, di un fratello o sorella viventi, un cognome come nome, nomi ridicoli o vergognosi.

  1. Munirsi dell'apposito modulo di domanda  presso l' Ufficio Anagrafe del Comune,  presso l'Ufficio Passaporti della Questura o scaricandolo direttamente dal sito istituzionale della Questura;
  2. La domanda, debitamente compilata, in carta libera,  deve essere  consegnata personalmente dall'interessato per l'acquisizione delle impronte digitali,  alla Questura di Torino  presso l'Ufficio Passaporti, Commissariato Torino Mirafiori - Via Olivero Pier Domenico n. 13  (tel. 011. 6177511)   unitamente a:
    • n. 2 fotografie (frontali, sfondo chiaro)  formato  tessera 35 mm x 45 mm;
    • contributo amministrativo marca per il rilascio passaporto € 73,50;
    • ricevuta di versamento sul c/c postale n. 67422808 intestato al Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro con causale "Importo per il rilascio del passaporto elettronico" di Euro  42,50 per passaporto;
    • Per i richiedenti che abbiano figli minori di 18 anni  è richiesto atto di assenso dell'altro genitore con allegata fotocopia della propria carta d'identità, in mancanza di tale assenso, è richiesto  il Nulla Osta del Giudice Tutelare; 
    • dal 26.06.2012 i  minori possono  viaggiare solo con passaporto individuale  e dal compimento dei 12 anni di età vengono acquisite le impronte  digitali, ne consegue che i passaporti dei genitori con iscrizioni di figli minori rimangono validi solo per il titolare fino alla naturale scadenza 
    • il passaporto già in possesso anche se scaduto. In caso di smarrimento o furto del passaporto, allegare una copia della denuncia;
    • fotocopia della carta d'identità;
    • per il passaporto dei minori, compilare la domanda con i dati del minore e allegare le fotocopia dei documenti d'identità dei genitori.
  3. La validità del passaporto è di 10 anni per i maggiorenni.  Per i minori da 0 a 3 anni è di 3 anni mentre per i minori da 4 a 18 anni è di 5 anni.
  4. Il rilascio del passaporto è di competenza delle Questure.

 

La pubblicazione di matrimonio  ha lo scopo di rendere nota l'intenzione di contrarre matrimonio da parte delle due persone interessate. Questo perché chi ne abbia interesse e sia a conoscenza di fatti (previsti dal Codice Civile) che possano impedire il matrimonio possa opporsi alla celebrazione.
La pubblicazione di matrimonio è obbligatoria e  deve essere richiesta all’Ufficiale di Stato Civile del Comune in cui uno degli sposi ha la residenza e non puó essere effettuata prima di 6 mesi dalla data del matrimonio.
L’atto di pubblicazione resta affisso all’albo pretorio online dei Comuni di residenza degli sposi per un periodo di 8 giorni consecutivi.
Il matrimonio puó essere celebrato a partire dal 4° giorno dalla compiuta pubblicazione ed entro i successivi 180 giorni.

I cittadini italiani devono consegnare i seguenti documenti:

  • autocertificazione, redatta sull'apposito modulo a disposizione presso lo sportello dei Servizi Demografici, ufficio di Stato Civile (l’autocertificazione deve essere sottoscritta da entrambi i futuri sposi);
  • fotocopia del documento di identità in corso di validità  di entrambi i nubendi.

I cittadini stranieri devono consegnare i seguenti documenti:

  • certificato da far valere come atto di nascita;
  • nulla osta al matrimonio (art. 116 del Codice Civile), dal quale devono risultare oltre le complete generalità del futuro sposo, anche lo stato libero, la cittadinanza e la residenza;
  • fotocopia documento di identità in corso di validità

Il nulla osta ed il certificato di nascita, dovranno essere rilasciati dalla rappresentanza diplomatica o consolare estera competente residente nello Stato, redatti in lingua italiana (o con allegata traduzione) e legalizzati dalla Prefettura (eccetto quelle con esenzione dall’obbligo della legalizzazione stabilite da leggi o da accordi internazionali).

  • autocertificazione (qualora il futuro sposo sia residente in Italia).

L'accertamento sull'assenza di impedimenti alla celebrazione del matrimonio è effettuato d'ufficio.

Il  minorenne che ha compiuto 16 anni e non ancora 18 necessita della copia autentica del decreto di ammissione al matrimonio emesso dal Tribunale dei Minori,  in bollo.

Come fare:

oltre ai documenti richiesti d'ufficio, i nubendi devono presentare:

- per il matrimonio cattolico: la richiesta di pubblicazione da parte del Parroco di Vigone

- per i culti acattolici  ammessi dallo Stato Italiano, occorre produrre la richiesta del Ministro di culto con l'attestazione della nomina da parte del Ministero dell'Interno.

Munito dell’intera documentazione, uno dei  futuri sposi, o loro delegato deve recarsi all’Ufficio di Stato Civile per fissare l’appuntamento. Alla data convenuta, all’Ufficio di Stato Civile devono presentarsi i futuri sposi, o loro delegato munito di procura speciale, portando una marca da bollo (oppure due se residenti in comuni diversi). 
I futuri sposi dovranno sottoscrivere il  processo verbale di pubblicazione, predisposto e letto in loro presenza. L’Ufficiale di Stato Civile, dopo la sottoscrizione dell’atto, se uno degli sposi non è residente a Vigone, provvede a trasmettere al Comune di residenza dell'altro sposo la richiesta di pubblicazione.

Decorso il termine della pubblicazione, per i matrimoni di celebrare in forma religiosa l'ufficio rilascerà:

- certificato di eseguita pubblicazione per il Parroco

- autorizzazione per il Ministro di culto.
Se gli sposi non intendono contrarre matrimonio religioso, l’Ufficiale di Stato Civile consegna loro una domanda pre-stampata indirizzata al Sindaco, dove verranno indicati il luogo, il giorno e l’ora della celebrazione del matrimonio civile. 

I matrimoni civili  si celebrano presso la Sala  del Consiglio  -  Palazzo comunale o presso il Teatro Baudi  di Selve,  con orari e modalità indicati nel Regolamento Comunale per la celebrazione dei matrimoni civili.


 

Separazione:

In senso giuridico con il termine  "separazione"  si intende  l'interruzione della convivenza dei coniugi e la conseguente sospensione dei diritti e dei doveri che gli stessi avevano assunto con l'atto di matrimonio.

La separazione puó essere:

  • Separazione consensuale: i coniugi decidono di separarsi previo accordo tra loro circa la situazione economica e personale (affidamento dei figli).
  • Separazione giudiziale: i coniugi non raggiungono un accordo; uno dei due coniugi intenta una procedura legale di separazione.

Divorzio

Con il termine "divorzio " si intende  lo scioglimento definitivo del matrimonio, mediante sentenza emessa dal Tribunale; restano immutati i doveri verso i figli e la responsabilità genitoriale.
La sentenza di divorzio puó essere di:

  • scioglimento di matrimonio civile;
  • cessazione degli effetti civili del matrimonio religioso (concordatario);

La durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi, per la presentazione della domanda di divorzio, a seguito dell'entrata in vigore della legge 6 maggio 2015, sono i seguenti:

  • dodici mesi dalla dalla comparsa dei coniugi di fronte al presidente del tribunale nella procedura di separazione presonale, nelle separazioni giudiziali;
  • sei mesi dalla comparsa dei coniugi di fronte al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale, nelle separazioni consensuali, anche in caso di trasformazione da giudiziale in consensuale.

I sei mesi decorrono inoltre, pur non essendo specificato nel testo di legge, dalla data certificata nell'accordo di separazione raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita da avvocati ovvero dalla data dell'atto contenente l'accordo di separazione concluso innanzi all’ufficiale dello stato civile.

Separazione e divorzio: convenzione di negoziazione assistita da un avvocato

La Legge n. 162/2014 (art. 6), entrata in vigore dall'11 dicembre 2014,  ed il successivo Decreto Legge 12 settembre 2014 n. 132 consente ai coniugi di  decidere di sciogliere il loro vincolo matrimoniale di fronte agli avvocati: quindi per ottenere il divorzio o la separazione personale, se sussistono determinate condizioni, non occorre più recarsi in tribunale.
La procedura di negoziazione assistita, infatti, consiste essenzialmente nella sottoscrizione da parte delle parti in lite di un accordo mediante il quale esse convengono di cooperare per risolvere una controversia che riguarda solo diritti disponibili tramite l’assistenza degli avvocati.
Condizione essenziale affinché i coniugi possano scegliere la convenzione di negoziazione assistita è che marito e moglie siano d'accordo quindi addivengano ad una soluzione consensuale.
In particolare la negoziazione assistita da un avvocato per parte puó essere conclusa tra i coniugi al fine di raggiungere una soluzione consensuale di:

  • separazione personale;
  • di cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • di scioglimento del matrimonio;
  • di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

L’avvocato dovrà redigere un accordo che sancisca e regolamenti la separazione o il divorzio, che dovrà essere sottoscritto dai coniugi. L'avvocato dovrà trasmettere copia autenticata dell'accordo, al Procuratore della Repubblica, il quale rilascerà un Nulla osta oppure un'autorizzazione in presenza di figli minori o figli portatori di handicap gravi o incapaci.
L'avvocato trasmetterà la convenzione di negoziazione entro dieci giorni dal ricevimento del nulla osta o autorizzazione del Procuratore, al Comune in cui il matrimonio è stato trascritto (in caso di matrimonio religioso) o iscritto (in caso di matrimonio civile).

La trasmissione della convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmessa all'ufficiale di stato civile competente da entrambi gli avvocati: è consigliabile, pertanto, che la nota di trasmissione sia sottoscritta da entrambi gli avvocati oppure che nella convenzione di negoziazione assistita sia indicato che un avvocato dia mandato all'altro avvocato affinché curi la trasmissione all'ufficiale di stato civile.
Ricevuta la convenzione di negoziazione assistita, l'ufficiale di stato civile dovrà trascriverla nei registri di stato civile e procedere con le annotazioni sull'atto di matrimonio e di nascita, ne darà inoltre comunicazione all'ufficio anagrafe.

Separazione e divorzio di fronte all'Ufficiale di Stato civile in Comune

La Legge n. 162/2014 (art. 12), entrata in vigore dall'11 dicembre 2014, consente ai coniugi di procedere:

  • alla separazione consensuale    
  • allo scioglimento del vincolo coniugale (divorzio)

mediante una dichiarazione resa di fronte ad un ufficiale dello stato civile del comune di matrimonio o di residenza di uno degli sposi.

Non è possibile ricorrere a questa procedura semplificata:

  • in presenza di figli minorenni;
  • in presenza di figli maggiorenni non economicamente autosufficienti o portatori di handicap o incapaci;
  • se le parti vogliono stipulare accordi di tipo patrimoniale.

Procedimento:

Le parti devono trasmettere all'ufficio di stato civile le dichiarazioni e le notizie necessarie per avviare il procedimento compilando l’apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione.
La dichiarazione,  debitamente sottoscritta, deve essere riconsegnata all'Ufficio di stato civile presso il quale si intende avviare la pratica,  allegando un documento di riconoscimento valido di ciascuna delle parti.
L'ufficio di stato civile verificherà le dichiarazioni rese e la possibilità di poter procedere.

Se sussistono le condizioni stabilite per legge l'ufficio di stato civile stabilirà un appuntamento, in accordo con le parti.
A tale appuntamento le parti dichiareranno di fronte all'ufficiale di stato civile di volersi separare o divorziare.
Nello stesso giorno l’ufficiale di stato civile inviterà le parti a presentarsi ad un nuovo appuntamento che dovrà essere fissato non prima di 30 giorni per confermare l’accordo.
Al secondo appuntamento l’ufficiale di stato civile recepirà la dichiarazione delle parti di confermare l’accordo.
Gli effetti della separazione o del divorzio decorreranno dalla data dell’accordo (primo appuntamento).

Se le parti non si presentano al secondo appuntamento in cui vi è la conferma di quanto dichiarato, il primo atto di accordo non avrà alcun valore e se le parti hanno comunque intenzione di separarsi o divorziare occorre fissare un altro appuntamento dove riformulare l’accordo. 

 

 

 

 

 

1) La tessera elettorale personale, istituita con  il D.P.R.  08 settembre 2000, n. 299, ha  sostituito integralmente il vecchio certificato elettorale ed è il documento che permette di esercitare il diritto di voto e che attesta la regolare iscrizione del cittadino nelle liste elettorali del comune di residenza.

2) Ha validità per diciotto consultazioni ivi compresi i turni di ballottaggio; si procederà al suo rinnovo quando la tessera non risulti più utilizzabile in seguito all'esaurimento degli spazi ivi contenuti per la certificazione dell'esercizio del diritto di voto. Si consiglia quindi di conservarla con cura. 
3) In caso di trasferimento di residenza dell'elettore in altro comune la tessera elettorale dovrà essere consegnata per il ritiro al suddetto comune che provvederà a sostituirla con nuova tessera. 
4) Nell'ipotesi di cambiamento di sezione a seguito ad esempio di cambio di indirizzo all'interno del territorio comunale o di collegio, il comune provvederà all'invio all'indirizzo del titolare di un tagliando di convalida adesivo che dovrà essere apposto sullo spazio/i all'uopo previsti sulla tessera elettorale. 
5) In caso di deterioramento, smarrimento o furto l'ufficio elettorale del comune rilascerà al titolare un duplicato della tessera, previa presentazione di apposita domanda. Nel caso di smarrimento o furto la domanda andrà corredata di denuncia presentata ai competenti uffici di Pubblica Sicurezza; in caso di deterioramento è sufficiente la consegna della tessera originale deteriorata. 

6) Non sono previsti costi, la tessera elettorale è rilasciata in esenzione totale da bolli e diritti.

Il Comune di Vigone, in collaborazione con il Coordinamento Regionale delle Donazioni e dei Prelievi di Organi e Tessuti, ha attivato la registrazione delle dichiarazioni di volontà sulla donazione di organi e tessuti all'Ufficio Anagrafe.
Tutti i cittadini maggiorenni, in occasione del rilascio o del rinnovo della carta di identità, avranno la possibilità di dichiarare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti al personale dell'Anagrafe, firmando un apposito modulo. La decisione sarà inserita nel Sistema Informativo Trapianti, il database del Ministero della Salute che permette ai medici che lavorano nel Coordinamento di consultare in caso di possibile donazione, la dichiarazione di volontà dell'individuo. Ovviamente la scelta puó essere modificata in qualunque momento recandosi agli sportelli dell'ASL, visto che risulta valida l'ultima espressione rilasciata in ordine temporale. Il progetto, realizzato grazie ad un significativo lavoro informatico durato alcuni mesi per rendere compatibili le banche dati, offre ai cittadini una possibilità in più, ma soprattutto apre un nuovo punto di informazione e di sensibilizzazione sul tema della donazione degli organi.

 

L'unione Civile è stata riconosciuta  dalla Legge 20 maggio 2016 n. 76  "regolamentazione delle unioni civili tra persone dello  stesso sesso e disciplina delle convivenze" - pubblicata nella G.U. 21/05/2016 n. 118 ed è costituita da due persone maggiorenni, dello stesso sesso,  unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità, adozione, matrimonio o da altra unione civile.

COME SI COSTITUISCE UN’UNIONE CIVILE

Due persone maggiorenni che intendono costituire un’unione civile devono congiuntamente presentare richiesta all’ufficiale dello stato civile di un comune di loro scelta. Qualora una delle due parti, per infermità o altro comprovato impedimento, non possa recarsi direttamente presso il comune, l’ufficiale si trasferisce nel luogo dove si trova la parte impedita e riceve la richiesta congiunta.
Nella richiesta viene fissata la data nella quale le parti dovranno presentarsi per rendere la dichiarazione.
Il termine entro il quale l’ufficiale di stato civile deve verificare i presupposti per la costituzione dell’unione è di 15 giorni.
Le parti nel giorno prestabilito rendono personalmente e congiuntamente, alla presenza di due testimoni, la dichiarazione di voler costituire un’unione civile.
Nel caso di imminente pericolo di vita di una delle parti, l’ufficiale dello stato civile riceve la dichiarazione costitutiva anche in assenza della richiesta di cui sopra, previo giuramento delle parti stesse sulla sussistenza dei presupposti per la costituzione dell’unione e sull’assenza delle cause impeditive stabilite dalla legge.
Tale dichiarazione è iscritta nel registro provvisorio delle unioni civili del comune e della costituzione della stessa viene fatta annotazione a margine dell’atto di nascita dei dichiaranti.

I REQUISITI NECESSARI

Per poter dichiarare la costituzione dell'unione civile, le parti devono possedere i seguenti requisiti:

- essere maggiorenni e dello stesso sesso

- non essere coniugati né uniti civilmente tra di loro o con altre persone

- non essere parenti né affini o adottati tra di loro nei limiti previsti dall'art. 87 primo comma del codice civile

- essere capaci di intendere e volere

Le dichiarazioni di costituzione di unione civile si ricevono presso  la Sala  del Consiglio  -  Palazzo comunale o presso il Teatro Baudi  di Selve,  con orari e modalità indicati nel Regolamento Comunale per la celebrazione dei matrimoni civili.

COGNOME

Le parti, al momento della dichiarazione di costituzione dell'unione,  possono stabilire di assumere, per la durata dell’unione civile, dichiarandolo all’ufficiale dello stato civile,  un "cognome comune", scegliendo tra i loro cognomi o di anteporre o posporre al cognome comune il proprio (comma 10 legge 76/2016).

REGIME PATRIMONIALE

È stabilito ex lege il regime patrimoniale della comunione dei beni, in mancanza di diversa convenzione patrimoniale. È estesa alle unioni civili la disciplina relativa al Fondo patrimoniale, alla comunione legale, alla comunione convenzionale, al regime di separazione dei beni, all’impresa familiare con richiami al regime delle trascrizioni previsto dal Codice Civile per tali istituti. La scelta del regime patrimoniale della separazione dei beni puó essere dichiarata al momento della costituzione dell’unione (comma 13 legge 76/2016).

IMPEDIMENTO E NULLITÀ DELLE UNIONI CIVILI

L’unione civile è impedita dal precedente vincolo matrimoniale o di unione civile, dall’interdizione, dalla sussistenza dei rapporti di parentela, affinità o adozione tra le parti, dalla condanna di una delle parti per omicidio tentato o consumato nei confronti del coniuge o di chi sia unito civilmente con l’altra parte dell’unione civile. È prevista la disciplina dei casi di nullità delle unioni civili.

CESSAZIONE DELL'UNIONE CIVILE

L'unione civile si scioglie in caso di:

- morte di una delle parti

- per volontà delle parti manifestata anche disgiuntamente dinanzi all’ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza di una delle parti o del comune presso cui è iscritta o trascritta la dichiarazione costitutiva dell’unione, dopo tre mesi dalla richiesta, con le procedure di cui all'art. 12 della legge 162/2014

- a seguito di convenzione di negoziazione assistita  da avvocati ai sensi dell'art. 6 della legge  162/2014

- per rettificazione di sesso di una delle parti

 

 

 

Città di Vigone - Piazza Palazzo Civico, 18 - 10067 Vigone (TO)
  Tel: 011.98.04.269   Fax: 011.980.27.24
  Codice Fiscale: 85003470011   Partita IVA: 04004340016
  P.E.C.: comunevigone@postecert.it   Email: segreteria@comune.vigone.to.it
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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

Consulta il testo del provvedimento